Soggetto e sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Fabio Bartolini
Copertina: Enea Riboldi
Un numero basato su una buona idea, ben costruito e con solo la pecca di un finale un po' troppo "buonista". Ottimi i personaggi, dalla schiera di fantasmi ancor più inquietanti trattandosi di bambini (come lo
horror giapponese ci insegna) al
medium di colore con i suoi rimpianti. Anche l'ambientazione nell'areoporto isolato è buona e crea la giusta tensione, così come le scene nei magazzini. Efficaci i dialoghi e buona la costruzione della vicenda e del
flash-back vissuto da Harlan: avrei sperato però che il motivo che tratteneva i fantasmi legati a questa terra fosse qualcosa di più intenso e, magari, macabro di una lettera della mamma. Pazienza.
Dal
sito dell'editore:
«Il piccolo aeroporto di Beauprè, in Canada, è stretto in una morsa di neve e di ghiaccio da una spaventosa bufera. Nessuno se ne può andare, neppure Harlan e Kurjak, costretti a un atterraggio di fortuna. Ma i due cacciatori di vampiri non sono gli unici ospiti inattesi. C’è qualcuno che uccide nel buio… terrorizzanti presenze spettrali che renderanno Beauprè una trappola mortale...»