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domenica, 23 dicembre 2007

Un Natale Vero: Storia di Fluff

fluff-dm-mentecriticaOggi su MenteCritica ho letto la storia di fluff, un piccolo orsetto cinese. Mi sembra un buon modo di fare gli auguri a tutti, e ve la riporto qui:

«Salve a tutti. Io sono un orsacchiotto di peluche. Sono marrone, caldo e morbido. Ho un naso buffo e occhietti di plastica dentro i quali si agitano due palline nere che delle volte mi danno un’espressione un po’ scema. Tutto bene direte voi? No, purtroppo non va bene affatto. Il problema è che io vengo dalla Cina, sono un orsacchiotto extracomunitario.

Per arrivare qui ho viaggiato per giorni in un container sporco e puzzolente, ammassato con decine di migliaia di miei simili. E’ stata un’esperienza allucinante, molti di noi non ce l’hanno fatta. La ruggine e l’umidità hanno straziato i loro poveri corpicini morbidosi e sono finiti in mare insieme ai rifiuti della nave.

Ora sono qui e vivo nel terrore di essere scoperto. E’ vero, c’è il Natale e noi siamo necessari al mercato, ma nessuno ci vuole regolarizzare perché conviene commerciarci al nero. Quindi entriamo illegalmente e illegalmente viviamo ogni minuto della nostra vita sperando di trovare un bambino o una bambina che si innamorino di noi e ci tolgano dalla strada.

La polizia, quando ci scopre, non è tenera con noi. Una volta accertato che non abbiamo i documenti a posto, alcuni finiscono sventrati per i controlli antidroga. E’ triste ammetterlo, ma molti orsacchiotti extracomunitari si riducono a questo tristo traffico. La maggior parte viene arrestata e passa tempi interminabili in oscuri depositi giudiziari dove ci sono solo cessi alla turca e per fare una doccia bisogna fare file di ore. Qualche fortunello entra nelle grazie di un agente poco ligio e si sistema, ma la maggior parte, alla fine, rimane a marcire o viene bruciata in qualche rogo.

A me sarebbe piaciuto rimanere a casa mia, ma in Cina il Natale non viene mai e ai bambini gli orsacchiotti non servono. Ci sono troppe scarpe, magliette e orologini di plastica da produrre. La chiamano globalizzazione, ma secondo me è solo una fregatura.»

postato da: orsettogrigio alle ore dicembre 23, 2007 17:39 | link | commenti
categorie: pensieri di pezza

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